Windows 7, fine del supporto a inizio 2020: cosa fare

Manca poco al ritiro di Windows 7: il sistema operativo non sarà più supportato a partire dal 14 gennaio 2020. Cosa succederà dopo tale data e come non farsi trovare impreparati.

Tra meno di un anno terminerà il supporto di Windows 7, il Sistema Operativo lanciato nel 2009 da Microsoft:

a partire dal 14 gennaio 2020, infatti, l’assistenza tecnica e gli aggiornamenti automatici che permettono di proteggere i Pc equipaggiati con questo SO non saranno più disponibili, come peraltro già da tempo annunciato dalla casa di Redmond.

Le domande, naturalmente, sono tante: quanto le imprese sono preparate a un cambiamento di questa portata? Quanto ancora Windows 7 è ancora diffuso in azienda?

La risposta è che, al contrario di quello che si potrebbe pensare, parecchi utenti utilizzano ancora Windows 7, nonostante dopo siano arrivati ben altri due SO, vale a dire Windows 8 e Windows 10.  

Solamente nel dicembre 2018, Windows 10 ha superato 7 (39,22 per cento di tutti i sistemi operativi per computer desktop che si collegano a internet, Windows 7 scende invece al 36,9 per cento.)

I precedenti

Secondo una stima rilasciata nel 2014 dalla stessa Microsoft, a due mesi dalla fine del supporto a XP, in Italia circolavano 6-7 milioni di PC con il vecchio Sistema Operativo. Considerato che, proprio ai tempi della fine del supporto di XP, alcune grandi aziende impiegarono ben tre anni per completare la migrazione dei propri dispositivi, è evidente che il tempo a disposizione non è tantissimo.

Cosa accadrà: stop agli aggiornamenti

Ma cosa succederà esattamente con la fine del supporto a Windows 7?

A partire dal 14 gennaio 2020, se nel PC è in esecuzione Windows 7, non si riceveranno più gli aggiornamenti della sicurezza. Windows continuerà dunque a funzionare, ma non si otterranno più da Microsoft gli aggiornamenti software, inclusi quelli importantissimi relativi alla sicurezza. Tuttavia, il SO sarà più esposto a rischi di protezione e virus proprio a causa della mancanza di aggiornamenti della sicurezza, anche perché il servizio clienti Microsoft non sarà più disponibile per il supporto tecnico.

Inoltre la data di fine supporto di un sistema operativo o di qualunque altro software porta con sé implicazioni dirette sulla disponibilità di nuove funzionalità e patch.
Per un sistema operativo come Windows 7 l'introduzione di nuove funzionalità è cosa ormai superata da tempo ma ciò che è fondamentale è la disponibilità degli aggiornamenti di sicurezza.
Utilizzare un Sistema Operativo non sicuro perché ha ormai raggiunto il suo "fine vita" e non vengono più rilasciate patch correttive per i vari problemi di sicurezza rappresenta un grosso problema, soprattutto in ambito aziendale.

Cosa fare

Che ne sarà dei milioni di PC e notebook che ancora usano questa versione di Windows in tutto il mondo?

Sostanzialmente rimangono due strade: acquisire nuovi dispositivi con a bordo Windows 10 già installato, oppure mantenere l’hardware e aggiornare i PC Windows 7 compatibili, acquistando e installando una versione completa del nuovo SO.

Si ripropone quindi la dura scelta che dovettero fare gli utenti di Windows XP nel 2014, quando Microsoft smise di supportare quella versione del suo Sistema Operativo: o fare l’aggiornamento a un a versione successiva dell’SO, o rischiare di esporre il proprio computer a centinaia di nuove vulnerabilità. Perché se Microsoft non aggiorna Windows, ogni nuova falla nella sicurezza scoperta dagli hacker resta aperta e nessuno la chiude.

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